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Le tecniche di rilassamento

L’idea di proporre all’interno di un percorso psicologico esperienze di rilassamento corporeo si inserisce in una prospettiva che considera il corpo e la mente due facce della stessa medaglia. Infatti i nostri pensieri, emozioni e comportamento sono profondamente influenzati dall’organismo in cui trovano la loro origine.

In oriente le tecniche di rilassamento sono praticate da secoli, mentre in occidente sono diventate oggetto di interesse in tempi abbastanza recenti.

Una parte importante del processo psicoterapeutico è lo sviluppo della capacità di gestire le emozioni. In tale ottica essa risulta fondamentale per prevenire squilibri.

Quando il paziente si trova spesso e a lungo in situazioni che interpreta come una fonte di pericolo o aggressione o nelle quali è sottoposto a richieste alle quali si ritiene incapace di far fronte, il suo organismo rimane in una permanente condizione di minaccia e possono verificarsi malfunzionamenti nel sistema neuro-vegetativo. Il rischio è quello di rimanere bloccato in una sorta di attivazione psicofisica cronica che implica sia una disregolazione ormonale, un’emotività ingestibile e una tendenza ad un’ interpretazione cognitiva distorta del significato di alcuni stimoli ambientali. Ecco perché può essere utile avviare la persona alla pratica di tecniche distensive volte in particolare, ma non soltanto, al trattamento dell’ansia e dello “stress tossico”.

In un contesto di counseling psicologico, o di psicoterapia, il compito del terapeuta è quello di illustrare la tecnica scelta e i motivi per cui si ritiene utile inserirla nel percorso in atto, fungere da supervisore del lavoro individuale del paziente e favorire l’elaborazione dei vissuti emotivi e cognitivi che emergono durante l’apprendimento degli esercizi. Comunque è essenziale è che il paziente poi svolga gli esercizi in modo costante e autogestito.

Per “rilassamento”si intende uno stato psicofisico nel quale l’individuo si sente libero da ogni tensione e capace di controllare il suo livello di attivazione fisiologica. Quando il normale funzionamento dell’organismo è alterato a causa di uno stress eccessivo o da stati ansiosi, il rilassamento può aiutare la persona a diventare cosciente delle reazioni del suo corpo e a ristabilire l’equilibrio.

Le tecniche di rilassamento, richiedono uno sforzo limitato e possono essere usate in qualsiasi momento senza dover ricorrere ad alcun tipo di attrezzatura speciale.

Per realizzare al meglio l’allenamento occorre:

  • individuare un momento e un luogo opportuni, privi di stimoli esterni disturbanti quali rumore o luce eccessivi;
  • indossare abiti comodi e non aderenti;
  • mettersi in una posizione comoda, generalmente supina, ma anche seduta su una poltrona idonea o su una sedia.

Anche se gli esercizi si possono praticare a casa propria, richiedono un periodo di apprendimento iniziale guidato da un esperto, e un’applicazione regolare e costante, infatti è necessario essere davvero interessati e motivati a fare questo tipo di esperienza. Il tempo da dedicare alla pratica è di circa 15-20 minuti a sessione. Dopo il training è consigliabile eseguire gli esercizi ogni giorno, per almeno una volta al giorno.

Tra le tecniche di rilassamento più note citiamo il Training Autogeno dello psichiatra tedesco J. H. Schultz e il Rilassamento Progressivo di Jakobson sulle quali fornisco alcune informazioni essenziali in due articoli separati.

Vi sono poi l’ipnosi e il bio-feedback dei quali non mi occupo, ma che rientrano tra le altre tecniche distensive più note.

Nell’ ipnosi, l’ipnotista induce nel soggetto uno stato “trance ipnotica”, un particolare stato mentale caratterizzato dal restringimento del campo della coscienza, che favorisce l’espressione delle dinamiche inconsce.

Il biofeedback richiede l’uso di apparecchiature elettroniche in grado di rilevare alcune funzioni fisiologiche e di inviare alla persona informazioni sul suo livello di attivazione somatica tramite un feedback fisico. Ciò permette sia di aumentare la consapevolezza sulle risposte fisiologiche attivate sia la capacità di autoregolazione delle stesse e delle risposte emotive ad esse associate.

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3 Commenti
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