
Cenni storici
Il fondatore dell’Analisi Transazionale è Eric Berne. Inizialmente formato in psicoanalisi, egli espose per la prima volta il suo nuovo approccio alla psicoterapia nel 1957.
L’A.T. fa parte della psicologia umanistica-esistenziale (Maslow, Rogers, Perls, Allport). In contrasto con una concezione medica che vede il disturbo psicologico come una malattia da curare, considera la sofferenza psichica come un blocco di crescita del potenziale psicofisico dell’individuo.
L’approccio dell’ Analisi Transazionale essere utilizzato non solo per la psicoterapia, ma in qualsiasi campo in cui vi sia la necessità di capire le persone, i rapporti e la comunicazione.
Nel tempo il quadro teorico di Berne è stato ampliato e sviluppato. Il progetto iniziale si è dapprima arricchito con la Gestalt, grazie all’opera dei Goulding (allievi di Perls) sulla ridecisione. In seguito ha rielaborato al suo interno vari altri contributi tra i quali citiamo:
- gli apporti della teoria delle relazioni oggettuali e quelli di autori italiani, quali Moiso e Novellino, in campo psicoanalitico;
- l’uso di concetti e tecniche cognitivo-comportamentali in alcune fasi del trattamento;
- l’integrazione attuata dal gruppo di ricerca creato da Pio Scilligo con il modello SASB di Lorna Smith Benjamin, chiamato terapia ricostruttiva Interpersonale;
- nuove concettualizzazioni del copione, che troviamo in particolare nella Schema Therapy;
- le più recenti acquisizioni provenienti dalle neuroscienze, che hanno evidenziato le basi neurofisiologiche degli stati dell’Io, hanno esplorato l’accesso alle memorie implicite e la formazione delle le memorie episodiche.
L’A.T. ha avuto una progressiva espansione sia in Italia che nel mondo.
A livello internazionale l’ITAA (International Transactional Analysis Association) è l’organizzazione che assicura rigorosi standard formativi e tutela il titolo di Analista Transazionale. Il percorso formativo è convalidato solo se svolto con formatori riconosciuti dalla stessa ITAA o da associazioni affiliate, quali l’europea EATA (European Association Transactional Analysis).
Concetti fondamentali dell’A.T.
Per l’A.T. il benessere implica che l’individuo raggiunga una solida consapevolezza di sé, possa vivere con spontaneità il suo modo di essere, apprezzandosi per ciò che è, e che sia capace di intimità e condivisione emotiva con il suo prossimo.
L’A.T. studia l’individuo, attraverso i comportamenti che questi manifesta all’interno dell’ambiente in cui vive. Al fine di indagare il significato dei comportamenti l’esplorazione si dirige a 4 aspetti:
- l’analisi strutturale riferita agli Stati dell’Io prevalenti in un dato individuo
- l’analisi delle transazioni che esplora le comunicazioni interpersonali
- l’analisi dei giochi che individua le comunicazioni distorte e ricorrenti che ostacolano il percorso evolutivo
- l’analisi del copione che affronta la possibilità di esprimere il proprio potenziale in modo libero da condizionamenti pregressi
Analizziamo ora i 4 processi più in dettaglio.
L’analisi strutturale: gli Stati dell’Io
- L’ analisi strutturale si occupa dei processi intrapsichici detti da Eric Berne “Stati dell’Io, cioè un’insieme coeso di emozioni, comportamenti e pensieri che in parte possediamo alla nascita, in parte sono appresi.
- Per questo autore dall’ interazione tra i vari Stati dell’Io si costruisce progressivamente la personalità di ciascuno. Essi costituiscono la nostra struttura psichica e agiscono nella nostra vita quotidiana momento per momento. Quando entrano in azione , spesso rappresentano le nostre modalità di reazione abituali.
Le caratteristiche delle combinazioni di pensieri, emozioni e comportamenti che si manifestano congiuntamente in risposta ad una certa situazione, dipendono da ripetute esperienze significative, vissute soprattutto nella prima infanzia e poi consolidate in altre epoche della vita. In termini cognitivo-comportamentali li potremmo chiamare “schemi” automatici che operano di solito a livello inconsapevole.
Berne parla di tre gruppi di Stati dell’Io: Genitore, Adulto e Bambino. Ognuno di questi si esprime, agisce ed entra in relazione con gli altri nelle diverse situazioni. Ogni Stato dell’Io può essere usato in modo positivo o negativo.
Ecco alcune immagini che sono usate in A.T. per rappresentare graficamente gli Stati dell’Io

Aspetti patologici nel funzionamento degli Stati dell’Io
Vi è malfunzionamento negli Stati dell’Io quando una persona può usarne solo uno o due, processo detto di “esclusione”. Se per esempio viene escluso Il Bambino, la persona tende a inibire la sua spontaneità, le sua creatività e le sue emozioni e agisce per lo più in nome del dovere o di norme sociali che ha interiorizzato. Se viene escluso il Genitore, può capitare che la persona tenda a non assumersi responsabilità, come nel caso di Peter Pan, o rendendosi dipendente o delegandole ad altri.
Si ha un uso distorto degli Stati dell’Io anche nella cosiddetta “contaminazione” dell’Adulto, quando la persona utilizza informazioni non corrette per il momento attuale , sulla base di dati provenienti da Stati dell’ Io antichi. Tali dati non sono aggiornati alle necessità del “qui e ora” e risultano fuorvianti.

Il Bambino (B)
A livello strutturale è uno Stato dell’Io arcaico e si manifesta sotto forma di pensieri, sentimenti e comportamenti adottati nell’infanzia. In generale si può dire che rappresenta la nostra parte “spontanea”, quella che conserva memoria delle emozioni vissute in tenera età: entusiasmo, meraviglia, ma anche insicurezza e paura. Include i bisogni emotivi di base di ogni individuo, i suoi modi di reazione tipici di quando era piccolo in risposta alle prime esperienze di vita ed è il frutto delle “posizioni” che il bambino ha assunto verso se stesso e gli altri.
In età adulta , si attiva uno Stato dell’Io Bambino Adattato (BA) o Ribelle (BR) quando la persona reagisce a una situazione sotto l’influenza del suo Genitore interiorizzato, mentre si trova in uno Stato dell’Io Bambino Libero (BL) quando esibisce forme di comportamento autonomo e spontaneo, senza subire l’influsso delle norme genitoriali introiettate.
Il BL positivo esprime direttamente quello che gli passa per la mente, ma senza far del male a nessuno; si diverte e vive serenamente in intimità con gli altri invitandoli ad esprimersi in modo altrettanto spontaneo.
Il BL negativo, nell’esprimersi e nel divertirsi, non tiene conto degli agli altri, a rischio di nuocere a se stesso e a loro, come fa chi ama correre in auto senza le dovute cautele anche quando è pericoloso e ha dei passeggeri a bordo.
Il Genitore (G)
Il Genitore è costituito dall’insieme di pensieri, sentimenti e comportamenti che abbiamo incorporato dall’esterno durante la nostra infanzia ed adolescenza, si tratta insomma delle norme e dei valori recepiti da chi ha guidato la nostra crescita: genitori, insegnanti, persone autorevoli etc.
I vecchi messaggi Genitoriali ricevuti possono generare un comportamento simile a quello dei propri genitori. Quando mostriamo atteggiamenti di comando, di divieto e critici, si parla di Genitore Normativo (GN). Quando invece ci prendiamo cura dell’altro, mostrandogli attenzione, comprensione o sostegno, si parla di Genitore Affettivo (GA).
L’Adulto (A)
Lo stato dell’Io “Adulto” svolge il ruolo di mediatore fra gli altri due Stati dell’Io. Include un insieme di pensieri, sentimenti e comportamenti coerenti con la situazione che stiamo vivendo nel “qui ed ora” e che dipendono dalla nostra capacità di elaborare correttamente nuovi dati. Se l’Adulto funziona bene, riusciremo a trovare linee di condotta efficaci senza subire influssi limitanti da Stati dell’io arcaici o incorporati dall’esterno.
L’ Analisi delle “Transazioni”
Si esplora lo scambio di comunicazioni verbali e non verbali fra due o più persone impegnate in una relazione. L’ analisi delle transazioni quindi esamina i processi relazionali;
Più precisamente, in una “transazione”
- lo scambio si compone di uno stimolo e di una risposta
- ogni transazione si avvia a partire da un certo Stato dell’Io
- la risposta può originarsi o da uno stato dell’io uguale a quello di chi ha avviato la transazione o da uno diverso.
Un esempio di transazione
stimolo – Marito: (con tono di rimprovero) “Ho lavorato tutto il giorno e tu non hai neanche fatto la spesa!”
risposta – Moglie: (con tono di voce irritato) “Perché non ci pensi tu almeno qualche volta? Anch’io sono stanchissima, ma ovviamente tu non lo vedi come sto io e pensi solo a te stesso!”
Qui la comunicazione del marito parte da uno Stato dell’Io Genitore ( in questo caso si tratta di un Genitore Normativo critico) e anche la risposta dello moglie parte dallo stesso Stato dell’Io. Si innesca così un tipo di rapporto conflittuale basato su accuse reciproche che sfinisce i coniugi senza che riescano a trovare vere soluzioni.
L’analisi delle transazioni pertanto implica prima di tutto l’individuazione degli Stati dell’Io interessati, ma anche la comprensione dei motivi per cui la persona si sente disagio o in difficoltà durante lo scambio e l’individuazione delle modalità più utili a risolverlo a favore di in modo di rapportarsi più soddisfacente.
Ecco alcune immagini che sono usate in A.T. per rappresentare le Transazioni tra gli Stati dell’Io di due persone che stanno avendo uno scambio comunicativo, Nelle transazioni complementari il messaggio scambiato è univoco, mentre nelle transazioni ulteriori, le parole usate sembrano provenire da uno stato dell’Io socialmente prevedibile, ma esso non corrisponde al messaggio psicologico sottostante, che è nascosto e viene rappresentato graficamente dalla linea tratteggiata

L’ analisi dei giochi psicologici
Si identificano sequenze ripetitive di processi relazionali distorti che rafforzano la patologia. Si tratta di osservare gli scambi comunicativi tra le persone, e notare quali di questi sono ricorrenti e determinano un esito emotivo sistematicamente deludente. Questi sono detti “giochi”.
Caratteristiche dei giochi psicologici
- Sono ripetitivi
- Sono al di fuori della consapevolezza dell’Adulto
- Terminano con un’emozione spiacevole vissuta da entrambi i giocatori
- Includono una scambio di transazioni ulteriori (quelle che implicano un messaggio nascosto oltre a quello manifesto)
- Comportano sempre un momento di sorpresa o confusione quando i giocatori si scambiano i ruoli
- Implicano sempre una disconferma
Un esempio di dinamica di gioco: il Triangolo Drammatico di Karpman
Sviluppato nel 1968, il modello del Triangolo Drammatico dello psicoterapeuta S. Karpman bene illustra il meccanismo di un gioco psicologico specifico, quello che prevede i tre ruoli principali di VITTIMA – SALVATORE – PERSECUTORE. I tre ruoli possono scambiarsi all’infinito, ma di solito vi è un ruolo iniziale preferito dal quale prende l’avvio lo scambio delle transazioni.
La persona che si pone come Vittima si mostra impotente e sopraffatta dalle circostanze, cercando attenzione e supporto dagli altri. Di solito è passiva e non agisce per cambiare la propria situazione pertanto, di fatto, finisce per rifiutare le soluzioni che le sono proposte dal Salvatore.
Colui che si presenta come Salvatore si sente obbligato ad aiutare il suo prossimo, anche quando non richiesto. Cerca di risolvere i problemi altrui senza affrontare i propri e ciò lo porta a diventare in un certo senso dipendente dalla vittima infatti, quando si accorge che i suoi tentativi di salvare vengono vanificati, sperimenta uno spiacevole senso di frustrazione e impotenza
Il Persecutore esibisce un atteggiamento critico e giudicante, è privo di empatia e cerca di controllare o colpevolizzare gli altri. La vittima diventa persecutore quando si rifiuta di utilizzare l’aiuto offerto dal Salvatore.
Ecco una rappresentazione grafica del Triangolo Drammatico di Karpman
E’ compito del terapeuta aiutare la persona a diventare consapevole di queste transazioni malate, e provare a sostituirle con transazioni più utili.
In pratica, attraverso i primi tre tipi di analisi il terapeuta aiuta il paziente a:
- diventare consapevole di quali siano gli stati dell’Io attivati durante le transazioni
- capire quali siano i ruoli più spesso adottati da lui stesso e dai suoi interlocutori in svariate altre situazioni,
- recepire correttamente i messaggi altrui
- rispondere in modo efficace
Quando il paziente riesce a capire quali sono gli Stati dell’Io più spesso coinvolti nelle sue transazioni e quali sono i suoi “giochi” preferiti, può rendersi conto se è in atto un processo sano o poco sano e può gradualmente imparare a rispondere scegliendo in modo consapevole quale stato dell’Io è meglio attivare in quel contesto per il risultato voluto. Inoltre, imparerà via via ad utilizzare intenzionalmente in modo positivo tutti i tipi di Stati dell’Io e ad evitare transazioni manipolative basate sui “giochi”.
L’analisi del copione
Guida alla scoperta del programma di vita che la persona ha elaborato come conseguenza delle antiche esperienze infantili. Queste possono essere state favorevoli o sfavorevoli al suo sviluppo armonioso. Se sono state esperienze negative possono averlo indotto a prendere decisioni limitanti che condizionano ancora le sue scelte e la realizzazione dei suoi scopi.
Nell’affrontare determinate situazioni e nel rapportarsi agli altri, chi agisce in base al suo “copione” tende a riproporre nel presente quelle strategie operative che nell’infanzia rappresentavano una soluzione ai suoi problemi di bambino. Lo fa anche se oggi queste possono risultare inefficaci, dolorose e addirittura dannose. E’ come se rivivesse sempre lo stesso film, senza variazioni e con una conclusione sempre uguale. Freud ha coniato il termine “coazione a ripetere”
Percorrere strade già tracciate in passato può dare l’illusione di sentirsi più sicuro, ma questo automatismo è proprio ciò che impedisce di trovare soluzioni diverse e più adatte alla situazione attuale.
Le fasi del processo terapeutico in A.T.
La prima fase del processo terapeutico è dedicata a stabilire una valida alleanza e cooperazione tra paziente e terapeuta. E’ il momento dell’incontro iniziale e della stesura del contratto e occupa alcune sedute.
Il successivo obiettivo del percorso di psicoterapia è la decontaminazione dell’Adulto. A partire da ciò che la persona racconta della sua vita quotidiana o in relazione ad eventi passati, lo psicoterapeuta guida il paziente ad accorgersi di quali Stati dell’Io utilizza e quali sono i suoi “giochi” preferiti. Lo scopo è aiutarlo a scoprire processi malsani che interferiscono con la sua capacità di agire nel presente in modo appropriato ed efficace.
Per farlo occorre attivare uno Stato dell’Io Adulto integrato, capace di ascoltare e verificare i dati che arrivano dagli altri stati dell’Io, di decidere se sono appropriati alla realtà attuale e poi scegliere la linea di azione più adatta al raggiungimento dei suoi scopi. Se ciò avviene si parla di Adulto decontaminato.
Infine, l’analisi del proprio copione permette di interrompere gli automatismi e ri-decidere il corso della propria vita con flessibilità in funzione della situazione presente e dei progetti per il futuro.



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