Il mio modo di lavorare
Il mio riferimento teorico di base è l’Analisi Transazionale, tuttavia ogni individuo ha bisogno di un intervento costruito su misura, pertanto di solito integro l’A.T. con approcci differenti. La scelta della strategia varia in funzione del problema e delle caratteristiche della persona.
Le mie opzioni terapeutiche includono le indicazioni dei modelli di tipo Cognitivo-comportamentale di nuova generazione, la Gestalt, l’approccio umanistico di C. Rogers, quello Interpersonale di L. Benjamin, l’A.C.T. (Acceptance and Commitment Therapy) e la Schema Therapy. All’occorrenza propongo anche la meditazione di Mindfulness, i suggerimenti della Terapia Sensomotoria e tecniche di rilassamento.
I principi in cui credo
Mi ispiro con convinzione ai presupposti di base dell’ Analisi Transazionale:
- ogni individuo è ok (va bene così com’è): le persone sono uguali tra loro. Ogni individuo ha un valore intrinseco i che non dipende dalle sue caratteristiche individuali ( età, sesso, razza, ceto sociale) o dalla sua cultura e convinzioni politiche o religiose;
- ogni persona ha la capacità di pensare e di autodeterminarsi: ognuno può decidere che cosa fare della propria vita ed ha la capacità di crescere e di imparare qualunque esperienza abbia avuto anche negativa;
- le decisioni prese possono essere modificate: ogni essere umano prende delle decisioni e ne è responsabile, ed è anche responsabile di cambiarle quando non sono più funzionali. Benché nell’infanzia siamo fortemente influenzati dai genitori e da altre persone, siamo noi stessi che decidiamo, pertanto abbiamo il potere di aggiornare il nostro piano di vita prendendo nuove decisioni in qualsiasi momento.
Sono assolutamente convinta che tutti possiedono le risorse per poter sviluppare le proprie potenzialità e ritengo che il mio compito sia quello di aiutare chi si rivolge a me ad acquisire strumenti personali che permettano a ciascuno di trovare la “propria” soluzione.
«Lo stato che chiamiamo realizzazione è semplicemente essere se stessi, non conoscere o diventare qualcosa. Colui che si è realizzato… non può descrivere quello stato. Può solo esserlo» (Ramana Maharshi)
Metodologia di lavoro con l’A.T.
L’obiettivo generale di un percorso di evoluzione personale è accompagnare la persona nel suo impegno a realizzare pienamente il suo potenziale diventando consapevole dei condizionamenti ambientali che hanno interferito fino a quel momento nelle sue scelte di vita.
Durante di terapia oriento la persona non soltanto a capire cosa le accade e perché, ma anche a percepire le proprie reazioni corporee e ad elaborare le emozioni integrandole nella consapevolezza. In un mondo dominato dalla logica dell’efficienza competitiva e da una scienza che privilegia una razionalità asettica, occorre recuperare la nostra più profonda umanità dando al corpo e alle emozioni pari dignità.
Ciò che accade in seduta deve costituire una nuova esperienza vissuta nel qui e ora arricchendosi di quanto di positivo può emergere nella relazione fra due essere umani impegnati insieme a costruire nuove possibilità.
L’ intervento dell’ A.T. parte dalla definizione di un contratto, ossia un accordo tra terapeuta e cliente, che indica gli obiettivi della sua terapia, definendoli in modo chiaro e specifico.
Come in ogni contratto, i contraenti si impegnano in qualcosa, perciò sia il terapeuta che il paziente hanno un compito da svolgere.
- il paziente ha la responsabilità di impegnarsi con se stesso per scoprire i suoi blocchi e la loro origine usando le sue risorse in vista delle mete che vuole raggiungere,
- il terapeuta è responsabile di accompagnarlo in tale processo adottando le strategie e le competenze e professionali che ha acquisito al fine di aiutarlo a vedere se stesso con maggiore consapevolezza e a rendersi conto di come finora si impedito di agire per risolvere le sue difficoltà. Il suo ruolo è quello di facilitare la presa di coscienza del paziente senza sostituirsi a lui o orientare le sue scelte che devono essere libere e autonome.
Durata del trattamento
In generale, quando il paziente intende risolvere un problema specifico e circoscritto o indica come obiettivo un cambiamento comportamentale e il suo mantenimento nel tempo, il trattamento è di breve durata, orientativamente da 3 a 12 mesi.
Quando invece la meta da raggiungere è di più ampia portata e implica un cambiamento del copione della persona, cioè una ristrutturazione della personalità, la terapia durerà più a lungo, indicativamente da 1 a più anni. Infatti il percorso terapeutico non mira solo ad un sollievo dai sintomi. In questo caso l’obiettivo è comprendere l’origine degli propri automatismi disfunzionali , rendersi conto di come questi sono stati appresi durante lo sviluppo e impegnarsi per migliorare la propria vita e libertà di scelta.
La durata dell’intervento per la singola persona non può essere definita in partenza, infatti ognuno dispone di risorse e strumenti che possono accelerare o rallentare l’evoluzione verso il cambiamento desiderato. Fa parte del percorso stesso imparare a concedersi i tempi necessari in base a criteri propri. D’altronde, quando ci rivolgiamo ad un esperto per intraprendere un percorso psicologico, significa che siamo pronti a superare i nostri vecchi limiti e che desideriamo incamminarci verso nuove strade più soddisfacenti, con il tempo che sarà necessario.